MAGLIA DOLCEVITA: MON AMOUR!

    

Il nome rimanda a un’epoca precisa, gli anni 60, quando il genio di Federico Fellini affida all’affascinante Marcello Mastroianni il racconto di una Roma sospesa tra vite mondane e paparazzi, nobili decaduti e intellettuali tormentati. Lo charme del suo personaggio, il giornalista Rubini, colpisce le donne ma anche gli uomini ne subiscono il fascino ed è subito moda: il maglione a dolcevita si afferma ed entra di diritto nel guardaroba maschile.

E pensare che era nato per riparare il collo dal freddo quando non si aveva la sciarpa, e fu indossato da operai, atleti e marinai per poi diventare un simbolo di artisti e intellettuali.   

Solo noi italiani abbiamo saputo dargli un nome tanto seducente; in Francia è molto semplicemente un maglione a “col roulé” e in inglese lo definiscono “turtleneck” - collo a tartaruga - per la possibilità di allungarsi o ridursi a seconda del bisogno.