Occhi azzurri, capelli rossi, pelle chiara, sensibilissima! Ancora oggi il freddo fa arrossire il naso e la timidezza colora le guance. Ma con la lana, pace fatta!

 

 

Erano gli anni 70, la maglietta intima era un must have. La corsetteria colorata non era ancora di moda. Lo slip era coordinato alla maglia, non al reggiseno.

Case produttrici ce n’erano poche e la lana la faceva da padrone, per i più sensibili filo di scozia o t-shirt in lana fuori e cotone sulla pelle.

La seta, copriva l’esigenza di una lingerie sexy, ma il prezzo la richiudeva in una fetta di mercato molto ridotta.

 

I colori non esistevano, solo bianco lana che dopo pochi lavaggi diventava giallogno. Poi arriva il nero ad ampliare la proposta, ma la concorrenza della microfibra e del completo di corsetteria in colori coordinati crea un grosso svantaggio per le nobili proprietà della lana.

 

A 9 anni suonati, il rifiuto tassativo di indossare la maglia della salute. Bruttina da vedere, di colore indefinito, pungeva, era pesante e ingombrante sotto qualsiasi look e facilmente si infeltriva. Ogni tanto una t-shirt in filo di scozia, ma ben presto la maglietta intima è sparita.

 

Il destino ha voluto che riprovassi a indossare un capo di lana direttamente sulla pelle. Con molto scetticismo indosso un capo composto per l’85% di lana merino e 15% di seta. Non lho più tolto! Addirittura è diventato il capo per la notte. Abbinato a leggings lunghi nei periodi più freddi o agli slip nei periodi più temperati. Una vera coccola!

Regalato a tutti gli amici, da provare durante le attività sportive o solo da indossare nel tragitto casa lavoro in scooter.

Insomma, è stato provato dai 3000 mt sui ghiacciai, ai -80 sottacqua!

Ho premiato il 15% di seta. Pensando che oltre non si potesse andare. Mi sbagliavo.